Antica Casa di Automobili

L’Antica Casa di Automobili Ceirano e la nascita della Fiat

Giovanni Battista Ceirano è un ragazzo di Cuneo, figlio di un orologiaio, appassionato di meccanica, tecnologia e motori. A soli venti anni, nel 1880, come molti suoi coetanei in cerca di crescita lavorativa e desideroso di imparare un mestiere, si trasferisce a Torino.

Giovanni Battista sarà ricordato come il pioniere dell’industria automobilistica, senza il quale la FIAT, odierna FCA, potenzialmente non sarebbe nata.

Il trasferimento a Torino

Nel 1888, otto anni dopo essersi trasferito a Torino e aver affinato le sue abilità meccaniche attraverso dura gavetta nelle botteghe dei meccanici, affitta un semplice e piccolo locale adibito a ripostiglio in Corso Vittorio Emanuele II e lì comincia la sua attività di riparazione di velocipedi.

Giovanni Battista vive e trascorre la sua giovinezza in una Torino sempre più in fermento e crescita, che assorbiva e osservava con desiderio di competizione l’evoluzione industriale della vicina Francia.

Siamo nell’epoca positivista della Belle Époque, tutto è in movimento: si respira l’ottimismo e il veloce progresso tecnologico, il consumismo e l’idea che di lì a poco la vita potesse diventare più comoda per tutti… in questo periodo nascono la lampadina, il cinema, la radio e il volo, le vacanze. È il momento perfetto per creare, inventare, ispirare e ispirarsi.

Ceirano frequenta il Caffè Burello, tra Corso Vittorio Emanuele II e Via Urbano Rattazzi, ritrovo di appassionati di ciclomotori, cavalli e carrozze.

In quel caffè, ritrovo di personaggi di spicco piemontese come l’ingegnere Aristide Faccioli, il nobile Emanuele Carcherano di Bricherasio e l’imprenditore Giovanni Agnelli, nacquero molte delle sue idee e collaborazioni. Il caffè venne dismesso e l’edificio abbattuto nel 1900, ma rimane forte il ricordo della sua estrema importanza: al suo interno si decise la nascita della FIAT e si tennero le sue prime riunioni!

Ceirano guardava già al futuro, con un occhio attento ai trend francesi e alle numerose novità europee. I giornali diffondevano le mode e le tendenze e, nell’ambito dei trasporti, le cose stavano cambiando. I giovani ragazzi delle famiglie più facoltose desideravano quelle “carrozze senza cavalli” di cui tanto si iniziava a parlare. Il mercato era pronto: Giovanni Battista voleva fare il salto.

La fondazione della Società Accomandita Ceirano e la Welleyes

Nell’ottobre del 1898 nacque la Società Accomandita Ceirano, grazie all’investimento e alla fiducia di Emanuele di Bricherasio, Attilio Calligaris, Pietro Fenoglio, Giovanni Lancia e Cesare Goria Gatti. La società inizia la produzione di una vettura a cui viene dato l’ambizioso nome Welleyes, proposto da Giovanni Lancia. Questo nome fu deciso perché, in Italia, la produzione di velocipedi era ancora considerata non all’avanguardia e “indietro” rispetto ai concorrenti europei: un nome che suonava straniero avrebbe potuto suscitare più interesse e più fiducia nei compratori.

La Welleyes subì modifiche, aggiustamenti e continui miglioramenti: nell’aprile del 1899 partecipò alla corsa Torino-Pinerolo-Avigliana-Torino, arrivando seconda.

La nascita della Fiat

La “macchinina” Welleyes stupì e colpì fortemente il pubblico e gli appassionati di meccanica. Era necessario costruire altri prototipi, più potenti e performanti, ma questo non era possibile senza finanziamenti ma soprattutto mezzi di produzione più adatti alla creazione di vetture in gran numero.

Nel 1899, proprio al Caffè Burello, nacque la FIAT.

Questa neonata società si poneva come obiettivo l’acquisire le conoscenze e le maestranze della Società Accomandita Ceirano e trasferirle su scala industriale, per poter competere con le altre potenze europee. La FIAT avrebbe portato l’Italia nell’Olimpo delle grandi potenze industriali internazionali.

I padri della FIAT furono Bricherasio e Gatti ma si mostrarono disponibili a finanziare il progetto anche altri partecipanti tra cui il conte Biscaretti di Ruffia, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia e l’industriale Michele Lanza. Quest’ultimo, tuttavia, si ritirò pochi giorni prima dell’effettiva costituzione della società e prese il suo posto Giovanni Agnelli.

La FIAT acquistò la Società Accomandita Ceirano, liquidando Giovanni Battista con la somma di 30.000 lire e assumendolo come agente alle vendite.

La Fratelli Ceirano

Giovanni Battista Ceirano rimase per poco tempo nella posizione lavorativa offertagli dalla FIAT.

Le cause non sono tutt’ora chiare. Probabilmente Giovanni Battista non si sentiva a suo agio nel ruolo di rappresentante e venditore, le trattative economiche non lo divertivano e non erano ciò per cui lui aveva studiato e lavorato tutta una vita: è vero che a lui interessavano i motori, i banchi di prova, la costruzione delle vetture, l’ingegneria meccanica… ma c’è anche la spiacevole e triste possibilità che sia stato escluso, forse a causa delle sue origini umili e della sua mancanza di titoli nobiliari, diversamente dai fondatori.

Nel 1901, solo due anni dopo la sua assunzione in FIAT, la abbandonò e fondò una nuova società, la Fratelli Ceirano, insieme ai suoi tre fratelli Matteo, Ernesto e l’omonimo Giovanni.

I fratelli intrapresero lo sviluppo e la creazione di vetture adatte al trasporto di persone e materiali, che grazie alla serietà, al duro lavoro e al continuo perfezionamento ebbero successo nel mercato. Il successo fu così grande da spingere i fratelli Ceirano a riprovare a costruire vetture sportive, in grado di competere su strada: nel 1902 due prototipi di vetture da corsa gareggiarono, guidate da Matteo Ceirano, e conquistarono il primo e il terzo posto in importanti gare organizzate nelle campagne torinesi.

L’epilogo

Successivamente vennero costruiti e messi in prova nuovi veicoli da corsa, sempre più potenti. Il successo dell’azienda, come spesso accade in famiglia, venne però offuscato dalle liti dei fratelli, che proprio non riuscivano a convivere e lavorare in modo pacifico. Nemmeno Ernesto, il fratello più giovane dei quattro, quello con l’animo più pacato e tranquillo e a cui erano affidate le questioni più aspre legate alla mediazione, riuscì a contenere i continui conflitti.

Purtroppo i caratteri stridenti dei quattro fratelli portarono a un infelice ma non inaspettato epilogo: la Fratelli Ceirano fu sciolta nel 1903 e i destini dei quattro fratelli si frammentarono. Si divisero e, negli anni successivi, fondarono altre società.

Giovanni Battista si ritirò due anni dopo a causa di una malattia e morì nel 1912, circondato dall’affetto della moglie e delle due figlie.

L’eredità

Le aziende create dai quattro fratelli Ceirano, alcune in maniera individuale e altre a coppie, furono in totale undici, dal 1898 al 1923. Il guizzo creativo e irrefrenabile dei fratelli diede vita a scambi commerciali, alleanze, vetture e successi, tutto nell’arco di appena venticinque anni.

Questa è la storia di Giovanni Battista e i suoi fratelli, una storia che pochi conoscono. La FIAT deve la sua nascita a questi ragazzi di Cuneo, che portarono a Torino il genio e la caparbietà tipica piemontese, rendendo la città sabauda una delle maggiori potenze industriali del Novecento.

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