Detriti Rocciosi Trasportati dai Ghiacciai

Le morene

Definizione

Il cumulo di detriti rocciosi trasportati dai ghiacciai prende il nome di morena.

In alcuni paesi le morene vengono segnalate addirittura sulle carte geografiche, a causa della loro imponenza e importanza: possono essere alte decine di metri e lunghe chilometri.

Le morene possono essere attive, se sono ancora in corso di formazione o non attive, nel caso in cui il ghiaccio abbia terminato di “costruirle”.

I detriti che formano le morene prendono il nome di till, se si tratta di sedimenti molto più giovani e non ancora litificati, non ancora diventati vero e proprio materiale roccioso. Si definiscono invece tilliti le formazioni rocciose consolidate risalenti a epoche prima del periodo Quaternario, epoca in cui ci troviamo oggi. Per parlare di tilliti è necessario che i detriti trasportati dal ghiacciaio si siano trasformati in roccia in processi di litificazione che durano milioni di anni.

I sedimenti possono essere di varie dimensioni, da grossi massi a pietre più piccole fino ad arrivare a sabbie o argille, e varie forme, da formazioni appuntite e grezze a ciottoli più lisci e tondeggianti. Generalmente, i detriti rocciosi più in superficie subiscono una minore azione levigante da parte del ghiaccio e rimangono più aguzzi e spigolosi. I sedimenti che, invece, si trovano sul fondo della lingua di ghiaccio, subiscono una maggiore azione abrasiva dovuta allo sfregamento del ghiaccio contro il terreno, modellandosi in modo significativo e prendendo una forma più levigata.

Talvolta le morene possono avere un aspetto “lunare”, simile a una superficie costellata da crateri. I ghiacciai, come giganteschi bulldozer, si muovono trainando e spostando tutto ciò che incontrano lungo il loro cammino.

Il ghiacciaio che si muove per scendere a valle ha, infatti, la forza di smuovere anche massi molto grandi. Queste grandi rocce, se isolate dalle altre prendono il nome di massi erratici. I massi erratici, per il loro fascino imponente (molti arrivano a pesare anche diverse tonnellate), sono apprezzati da alpinisti e turisti. In Italia la maggior parte dei massi erratici si trova in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto-Adige.

Come si formano le morene

Le morene si formano quando un ghiacciaio inizia la sua discesa verso valle e trasporta con sé mucchi caotici di materiali solidi. Per inglobare i detriti, il ghiacciaio deve aver iniziato un processo di fusione grazie al quale “ammorbidendosi”, riesce a far penetrare al suo interno i materiali: la condizione necessaria per cui avvenga questo fenomeno è che la temperatura ambientale sia uguale o superiore a 0 gradi Celsius, temperatura alla quale il ghiaccio si scioglie. I sedimenti possono raggiungere il ghiaccio per “sfregamento” sulla sua superficie e conseguente inserimento al’interno di essa, ma anche cadendo sopra al ghiacciaio: questo si verifica in caso di frane o caduta di altri materiali proprio sulla superficie del ghiacciaio in movimento. In base, appunto, al modo in cui i detriti sono collocati rispetto al ghiaccio, esistono varie tipologie di morene.

I principali tipi di morene

  • Morene laterali o di sponda: si parla di morene laterali quando i sedimenti sono posizionati ai lati del ghiacciaio. Per riuscire a inglobare materiale ai suoi lati è necessario che il ghiacciaio attraversi fasi di “rigonfiamento”, in cui si espande e si ingrandisce. Le morene di questo tipo saranno tanto più grandi quanto nelle fasi di espansione il ghiaccio è aumentato di volume.
  • Morene frontali o terminali: i detriti e i sedimenti, nel caso delle morene frontali, sono disposti a ferro di cavallo davanti alla lingua di ghiaccio. Visivamente la forma ricorda degli argini di sbarramento. Quando sono di dimensioni particolarmente degne di nota prendono il nome di anfiteatro morenico, in quanto la forma ricorda proprio un anfiteatro, caratterizzato dalla struttura a semicerchio con strati che ricordano proprio i gradoni degli anfiteatri. Molte delle formazioni di questo tipo, che spesso danno origine a bacini lacustri, si possono trovare nelle valli alpine della Pianura Padana. Molto famoso è l’anfiteatro morenico di Ivrea.
  • Morene mediane o galleggianti: spesso lunghe molti chilometri, si formano quando due ghiacciai in movimento si uniscono. Visivamente appaiono come cordoni di materiale scuro che delimitano i confini dei due ghiacciai che, con il loro movimento, hanno spinto i detriti, i quali si sono ritrovati nel punto di contatto delle lingue di ghiaccio. Solitamente si formano dall’unione di due morene laterali.
  • Morene di fondo: si hanno quando il materiale trasportato dal ghiaccio si trova sulla base del ghiacciaio stesso. Il ghiacciaio, nel suo avanzamento, trascina con sé i sedimenti che trova sul fondo a cui è appoggiato attraverso un processo chiamato esarazione, che è una vera e propria abrasione del terreno da parte del ghiaccio.

Morene, ghiacciai e cambiamento climatico

I ghiacciai vengono esaminati per rilevare i cambiamenti climatici lungo il corso della storia. Nelle diverse ere geologiche i ghiacciai, infatti, sono soliti subire cambiamenti di volume e di superficie. Va da sé che ghiacciai più ridotti in volume facciano pensare a un aumento delle temperature, che provoca lo scioglimento degli stessi.

Per quanto riguarda le Alpi, l’ultimo aumento di dimensioni dei ghiacciai risale alla “Piccola Era Glaciale” (Little Ice Age), tra il 1300 e il 1850. In questi 550 anni si è potuto assistere a un ingrossamento delle superfici dei ghiacciai e alla creazione di ghiacciai nuovi, in quanto la temperatura media fu decisamente bassa. A partire dal 1850 molti ghiacciai hanno iniziato il loro scioglimento, alcuni sono scomparsi e i maggiori ancora esistenti si sono sensibilmente ridotti di volume.

Il collasso delle morene è uno dei segni dell’innalzamento della temperatura media mondiale e può causare danni molto gravi: pensiamo agli anfiteatri morenici, che delimitano molti laghi. Il loro scioglimento causa l’esondazione dei laghi attorno cui si trovano, provocando allagamenti e inondazioni. Se una morena frana, inoltre, può travolgere villaggi interi, e ciò accade in presenza di temperature troppo alte per l’ecosistema montano.

A causa della loro struttura a volte instabile e della scivolosità del ghiaccio e dei detriti, scalatori, alpinisti e appassionati di trekking che si approcciano alle morene possono correre rischi molto elevati di scivolamento e caduta, oltre al rischio di essere travolti da frane.

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