Forma di Protesta Politica

L’aventinismo è una forma di protesta politica molto forte da parte di un popolo, un’assemblea parlamentare, partito o governo, che si traduce nell’astensione dai lavori e nella separazione da altre forze politiche.

Origine del termine

Aventinismo deriva da Aventino, il nome di uno dei sette colli sui cui fu fondata la città di Roma. Su questo colle solitamente si rifugiavano i plebei nei periodi di forte conflitto con i patrizi, prendendo parte a una vera e propria secessione. La secessio plebis, che si realizzò in tre fasi, fu il primo caso di aventinismo della storia, che diede il nome a questo fenomeno. La dissociazione dei membri della Camera dei deputati del Regno d’Italia, nel 1924, prese anche essa questo nome.

L’aventinismo nella storia

La secessio plebis (494 a.C. – 287 a.C.)

I primi fenomeni di aventinismo accaddero tra il 494 a.C. e il 287 a.C. e furono tre. I plebei protestavano in modo pacifico per ottenere maggiori diritti e maggiore parità con i patrizi, ritirandosi sul colle Aventino e di fatto svuotando la città. Le botteghe artigiane, i negozi e tutte le attività fondamentali per lo svolgimento della vita quotidiana rimanevano quindi ferme per l’assenza dei loro conduttori, paralizzando la città. I plebei, inoltre, si astenevano dalla partecipazione nell’esercito, bloccando i propositi di espansione di Roma. Le proteste dei plebei furono quasi sempre accolte.

  • La prima secessione, nel 494 a.C., fu causata dallo scontento generale dei plebei, sempre chiamati in servizio nell’esercito e incapaci, così, di prendersi cura delle loro attività economiche e commerciali. In quegli anni, infatti, Roma mirava a conquistare l’Italia centrale e i soldati, sempre impegnati nelle guerre, trascuravano le loro botteghe e accumulavano debiti, solitamente verso patrizi. I patrizi, inoltre, ricoprivano tutte le cariche politiche: questo fu un altro motivo che alimentò la tensione e ciò che condusse alla secessione. I plebei si ritirarono sul Monte Sacro e ciò rese impossibile reperire soldati per la guerra. Per la mediazione venne inviato il portavoce Menenio Agrippa, che riuscì a convincere i plebei a tornare in città. Grazie a questa protesta nacquero i tribuni della plebe, un organo politico che si occupava di rappresentare i plebei e le loro esigenze, nel quale i patrizi non potevano avere accesso.
  • La seconda secessione avvenne nel 449 a.C. a causa del fatto che, non esistendo leggi scritte ma solo riti e regole tramandati oralmente, venivano compiuti continuamente abusi e soprusi soprattutto verso i plebei, che vedevano indebolirsi i diritti conquistati. La tensione, unita ad altri tumulti, causò una fuga dell’esercito verso il colle Aventino. Dopo queste proteste fu ripristinato il potere dei tribuni della plebe e ne vennero rafforzati i poteri.
  • La terza secessione avvenne in un contesto nel quale Roma continuava ad avanzare nella conquista dei territori dell’Italia centrale e i soldati continuavano ad accumulare debiti perché sempre arruolati nell’esercito. Nel 287 a.C. ci fu la terza e ultima secessione, che vide i plebei ritirarsi sull’Aventino. Il dittatore Quinto Ortensio, nominato per convincere i plebei a tornare in città li convinse con la promessa di promulgare una legge, la Lex Hortensia de plebiscitiis, che si proponeva di rafforzare ulteriormente la parità tra patrizi e plebei sancendo che le leggi fossero uguali per tutti.

La secessione dell’Aventino (1924)

Nel giugno del 1924, i parlamentari della Camera dei deputati del Regno d’Italia, si rifiutarono di partecipare ai consueti lavori della Camera. La motivazione era la poco chiara posizione (e ruolo) del governo nella scomparsa e uccisione di Giacomo Matteotti, che giorni prima denunciò il condizionamento delle elezioni da parte dei fascisti. I parlamentari, esponenti dei partiti di opposizione al regime fascista, avevano come obiettivo lo scioglimento delle Camere, l’indizione di nuove elezioni e la deposizione di Mussolini da parte del re. Ciò non avvenne ed ebbe il risultato di rinforzare ancora di più il potere di Mussolini. Gli aventiniani erano infatti poco uniti, con idee non chiare e frammentate, e questo portò alla non riuscita di ciò che si erano prefissi.

L’aventinismo oggi

Si è parlato di Aventino nel 2011, anno durante il quale il Parlamento si è spaccato a causa del processo breve, legge che avrebbe permesso a Silvio Berlusconi di salvarsi dal processo Mills. Si è parlato di Aventino, inoltre, nel 2018, in occasione degli scontri tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

ll dibattito

Sebbene in epoca antica romana questa modalità di protesta portò ad avere risultati positivi, oggi il termine Aventino, assume una connotazione negativa, forse proprio a causa dei risultati deludenti e opposti all’intento che ebbe nel 1924.

Nato come una forma di protesta democratica, pacifica e volta a creare disagio per portare l’attenzione su una classe politica, un tema sociale o un’esigenza, l’aventinismo rischia di essere uno strumento troppo debole e anzi, che permette alle forze opposte di avanzare con maggior campo libero.

Si parla spesso di responsabilità diretta degli aventiniani nella presa di potere del fascismo. L’aventinismo ha creato un vuoto di potere rendendo più semplice l’insediamento del partito opposto. Nel caso della scomparsa e del delitto di Giacomo Matteotti, gli aventiniani non solo non hanno creato una reale opposizione, ma hanno ridotto la questione a una blanda manifestazione morale, sminuendo la gravità dei fatti accaduti.

L’aventinismo sarebbe così un gesto “romantico e retorico”, assolutamente e nobilmente simbolico, ma non adatto a fronteggiare al pragmatismo di Mussolini, che nella cosiddetta protesta pacifica ha trovato modo di avanzare.

L’astensione senza soluzioni concrete, confronti o anche addirittura scontri, tentativi di alleanza con portavoce dei partiti opposti, non ha il potere di smuovere e sconvolgere.

Nel caso degli aventiniani dell’Antica Roma, tuttavia, i risultati sono stati positivi perché l’astensione dalle attività commerciali e artigiane da parte dei plebei, oltre alla loro non partecipazione alla guerra come soldati, ha realmente causato un disagio a carico dei patrizi. Seppur non totalmente risolutivo, il gesto forte dei plebei ha portato a maggiori tutele e maggiori diritti.

Una protesta di stampo astensionista come quella che viene chiamata aventinismo dovrebbe, quindi, presentarsi in modo più concreto, scongiurando lo scontro ma accompagnando l’astensione a richieste reali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *