La Lince Dalle Orecchie Nere

CARACAL

Tutti sanno che i gatti, i nostri amati animali da compagnia, fanno parte della famiglia dei felidi e riferendoci ai loro lontani cugini selvatici, spesso ci vengono in mente quelli più comuni, come i leoni, le tigri, i leopardi, le pantere o le linci. Eppure, pochi sono a conoscenza del fatto che questa categoria racchiude ben quarantuno specie note sparse per il mondo, discendenti da un antenato comune vissuto circa dieci milioni di anni fa. Quando i continenti si separarono, la diversità ambientale favorì lo sviluppo di caratteristiche sempre più diversificate, fino ad arrivare a quelle scoperte in tempi odierni. Fra quelli più insoliti, c’è proprio il Caracal, un gattone di media grandezza, la cui etimologia del nome di origine turca sta ad indicare le caratteristiche orecchie nere, con ciuffetti di pelo lungo sulla punta.

Caratteristiche e Alimentazione

Nonostante la presenza di ben nove sottospecie, tutte distribuite su più parti del mondo, fisicamente presenta delle fattezze che sono comuni a tutte quante: la sua altezza raggiunge il mezzo metro in età adulta, con un peso medio di venti chili, per un massimo di quaranta nel caso di maschi adulti. Possiede una corporatura robusta, bassa e con una coda di circa venticinque centimetri. La testa è piccola in proporzione alle peculiari orecchie a punta che, come accennato, terminano con dei ciuffi di peli scuri, lunghi anche otto centimetri.

La sua colorazione può essere di due tipi: grigia, oppure rossa-bruna. La tonalità si distribuisce sul corpo lasciando il dorso e i fianchi più scuri, mentre il ventre e il petto si presentano chiari, talvolta con punte rossastre. Le orecchie sono nere, così come il contorno occhi e intorno al muso.

La dieta di questo felide, che è carnivora, non ha delle predilezioni particolari, comprendendo ogni specie di animale piccola che può capitare sotto tiro. Gli studiosi hanno notato, tuttavia, che in base alla sua collocazione geografica, la caccia si concentra su alcuni esemplari specifici, trovandoli più facilmente: per esempio, i dik-dik (antilopi di dimensioni ridotte che non superano i quaranta centimetri di altezza) in Somalia o le pernici in India. La sua abilità nel catturare anche i volatili viene attribuita alla capacità di compiere salti fino a tre metri, consentendogli di afferrarli anche se spiccano il volo.

Bisogna aggiungere che in alcuni centri abitati costituisce un problema per gli allevatori, in quanto provoca disastri negli ovili non appena gli si presenta l’occasione.

Infine, i caracal possono divorare anche serpenti e altri piccoli rettili.

Distribuzione e Riproduzione

Le diverse specie di caracal sono distribuite fra l’Africa e l’Asia, poiché si tratta di un mammifero che predilige luoghi aridi, secchi e semi-desertici. Pertanto, è facile incontrarlo in parecchie regioni dell’Arabia Saudita, per esempio, oppure nel Pakistan, in Afghanistan, in Iran, in Iraq e in India. Ma anche al sud del deserto del Sahara come in Somalia, nel Botswana, nell’Angola e nel Sudan, solo per citarne alcuni.

Poiché si tratta di un animale notturno, non è facile studiarne la biologia, scorgendolo a cacciare in pieno giorno in mezzo a terreni aridi, quando il tempo diviene uggioso. Altrimenti, preferisce rimanere rintanato dove si nascondono anche le volpi. Come i suoi predatori naturali, leoni, iene, leopardi e ghepardi, si tratta di un animale aggressivo estremamente pericoloso.la lince dalle orecchie nere

Per quanto concerne la riproduzione, non si dispone di molte informazioni su questa specie. Si sa che il caracal conduce una vita solitaria, accettando la compagnia dei simili solo nei periodi di riproduzione, raggiungendo una maturità sessuale dopo i due anni. La femmina, che ha una gestazione di una settantina di giorni, può partorire fino a cinque cuccioli e li nasconde nelle tane di altri animali, come i facoceri, oppure fra le rocce, ricoprendo gli interni con piume di prede.

Curiosità

Per quanto possa piacere possedere un gattone del genere, bisogna sapere che in Italia è vietata l’importazione del caracal, così come nel caso di altre specie esotiche. Se si trasgredisce la legge, si viene arrestati da tre mesi a un anno e costretti a pagare un’ammenda molto salata (fino a cento mila euro!). Inoltre, l’animale verrebbe confiscato e rinviato allo Stato di provenienza, naturalmente a spese del trasgressore.

Per aggirare le norme, si è ricorsi all’ibridazione, facendo accoppiare un caracal maschio con una gatta abissina. Ciò che ne deriva è un incrocio fertile che prende il nome di caracat e viene commercializzato in tutto il mondo al prezzo di circa dieci mila euro, trovando ampio mercato soprattutto fra i più ricchi. Il primo caracat di cui si è a conoscenza risale al 2007 e conserva alcuni aspetti del caracal, quali le caratteristiche orecchie a punta con i ciuffi e il colore del manto, ma il suo peso non supera i quindici chili da adulto.

I cuccioli di caracat, nati per soddisfare un capriccio modaiolo, difficilmente riescono a sopravvivere (questa è la ragione per la quale risultano rari) e anche se arrivassero all’età adulta, non solo sarebbero esposti a problemi intestinali per difficoltà nella digestione, ma potrebbero rivelarsi anche molto pericolosi quando vogliono giocare.

Il fatto che il loro commercio possa passare inosservato dal punto di vista giuridico avviene perché, dopo la quarta generazione ibrida, l’animale perde ufficialmente la connotazione di felino selvatico, potendo essere tranquillamente venduto senza ripercussioni legali.

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