Pregiata Cristalleria

Seule la perfection peut se permettre toutes les audaces”.

(Slogan di Baccarat che significa: “Solo la perfezione può permettersi di essere audace”).

1764, culmine del periodo dell’Illuminismo. In Europa, chi è interessato a ordinare o acquistare oggetti di pregiata cristalleria, deve rivolgersi agli unici due grandi centri che hanno il monopolio della sua produzione: Murano, in Italia e la Boemia, nell’attuale Repubblica Ceca.

La produzione artistica di cristallo, in Boemia, risale a cinquecento anni prima. L’esperienza, la maestria secolare degli artigiani e una grande quantità di risorse naturali rendono la Boemia una potenza nel campo della produzione di pregiata cristalleria. L’isola di Murano, dal suo canto, vantava la presenza di artigiani vetrai che avevano acquisito le abilità della lavorazione del vetro dagli orientali, a partire dal X secolo: essendo Venezia crocevia di scambi commerciali marittimi, i veneziani avevano infatti appreso questa arte dai mercanti arabi e asiatici.

La Verrerie Sainte Anne

Il vescovo francese Louis de Montmorency-Laval ha un’idea: decide di proporre a re Luigi XV di fondare una fabbrica per la produzione di vetro artistico. Nella Francia pre-rivoluzionaria del lusso sfrenato, rigorosamente riservato alle classi più ricche, desiderose di oggetti preziosi, non poteva mancare una produzione propria di pregiata cristalleria.

Il vescovo aveva ulteriori motivazioni quando propose al re questa novità: la Francia aveva bisogno di liquidità per riprendersi dalla Guerra dei Sette Anni: non poteva continuare a importare cristallo dalla Boemia, con la conseguente continua emorragia di denaro, che sarebbe stato meglio circolasse in Francia. Il vescovo, inoltre, aveva già in mente un luogo ben preciso: tenete a mente questa informazione.

Nell’ottobre del 1764, dopo la concessione e la firma del re, nasce la Verrerie Sainte Anne (vetreria sant’Anna) nel villaggio di Baccarat, in Lorena. In questa zona scorre il fiume Meurthe, il terreno è ricco di silicio, i vicini boschi forniscono una potenzialmente infinita quantità di legname da adoperare per il funzionamento dei forni.

Il territorio su cui sorge la vetreria è vasto. Ed è di proprietà del vescovo Louis de Montmorency-Laval, che è deciso a farlo fruttare nuovamente.

In quel territorio erano presenti delle saline che però erano state chiuse. Gli abitanti avevano bisogno di lavoro.

Si procede alla costruzione di appartamenti da destinare agli operai e le loro famiglie: i grandi spazi lo permettono ed è una soluzione vantaggiosa per tutti. La fabbrica avvia le sue attività di produzione di vetri per finestre, oggetti di vetro e specchi. Quando nel 1773 il vescovo lasciò, prese il suo posto il consigliere del re Antoine Renaut, esperto commerciante di vetro.

Il fallimento post Rivoluzione e la ripresa

Nel 1806, stremata dalla crisi causata dalla Rivoluzione Francese, la Verrerie Sainte Anne a Baccarat fallisce. Dieci anni dopo, nel 1816, viene acquistata dall’imprenditore parigino e pioniere della produzione di vetro Aimé-Gabriel d’Artigues, che in Belgio possedeva la Cristalleria Vonèche. D’Artigues sposta la sua produzione a Baccarat, nella già esistente fabbrica.

L’azienda prospera diventando in pochi anni il primo centro di produzione di vetro artistico in Francia. Dopo pochissimi anni arriva il primo ordine da parte di un re: Luigi XVIII desidera un servizio di bicchieri di cristallo e la duchessa di Berry ordina un tavolo da toeletta e uno sgabello di cristallo Baccarat. Per produrre il tavolo e lo sgabello il cristallo viene tagliato con la punta di un diamante.

L’innovazione

Negli anni successivi la fabbrica attraversa periodi di fortuna e periodi di crisi, i proprietari si succedono ma complessivamente l’azienda ottiene sempre più successo. Oltre alla pregiata cristalleria Baccarat già conosciuta, inizia la produzione di altri oggetti di vetro come i lampadari, i vasi, i gioielli e molti altri oggetti d’arredo.

Vengono affinate le tecniche di soffiatura del vetro e viene introdotto lo stampaggio a pressa. Più avanti negli anni Baccarat passerà dai forni a legna ai forni a carbone.

Baccarat è, inoltre, la prima a produrre vetro colorato. Durante l’Exposition nationale des produits de l’industrie française (esposizione nazionale dei prodotti dell’industria francese), nel 1839, i giudici dichiarano che la Francia non ha più nulla da imparare dalla Boemia, per quanto riguarda tecniche e lavorazioni. Non sarà l’unica mostra in cui i prodotti Baccarat attirano l’attenzione e si distinguono per la raffinatezza dei loro dettagli: personalità illustri, nobili, re e imperatori continuano a richiedere i suoi prodotti.

All’inizio del Novecento Baccarat dà il via alla creazione di profumi.

Il cristallo Baccarat

Ma quali sono le caratteristiche di questo pregiato cristallo? Perché ha conquistato tutti in modo così preponderante?

Prendiamo in esame il famoso Calice Harcourt, simbolo di Baccarat in tutto il mondo. Commissionato per la prima volta dal re di Francia Luigi Filippo nel 1841, è ancora in produzione e si può tutt’ora acquistare. Ciò che lo ha reso indimenticabile e ancora amato è la sua forma esagonale con eleganti lavorazioni su tutte le facce. Sullo stelo del calice si trova, inoltre, un inserto di vetro color rosso rubino, che si ottiene fondendo il vetro e la polvere d’oro in modo progressivo fino alla temperatura di cinquecentoquaranta gradi.

Per foggiare il cristallo Baccarat occorrono quindici anni di lavorazioni. Al cristallo viene aggiunta una percentuale di piombo, che gli conferisce la classica brillantezza. Per realizzare cristallo di altri colori si utilizzano gli ossidi di vari metalli. Il cristallo colorato, che alla vista è “torbido”, viene unito al cristallo trasparente per creare un cristallo colorato ma dalla classica trasparenza.

A partire dal 1860, ogni pezzo ha il marchio Baccarat (costituito dall’immagine di una caraffa al centro di un calice e la scritta “Baccarat, France”) timbrato su ogni articolo. Prima, a ogni pezzo, veniva applicata semplicemente un’etichetta.

La leggenda Baccarat

Per il matrimonio di Ranieri di Monaco e Grace Kelly vengono prodotti due flaconi di profumo personalizzati con le loro iniziali. Arthur Miller acquista un orologio ispirato al Re Sole per il suo appartamento a Manhattan, dove vivrà con Marilyn Monroe. Persino il Maharaja di Indore, in India, non riesce a resistere ai bicchieri Baccarat , così come l’Imperatore del Giappone. Lo zar Nicola II commissionerà un candelabro dall’altezza di quasi quattro metri.

E queste sono solo alcune delle personalità famose che sono state sedotte dal marchio e la sua arte.

L’arte della pregiata cristalleria Baccarat è destinata a vivere nel tempo: sono stati aperti negozi e lounge bar in tutto il mondo, gli hotel più prestigiosi sono riforniti di stoviglie Baccarat. Il fascino di questi prezioso cristallo, che ha osato scommettere e sfidare i colossi della Boemia e di Venezia, continuerà a sedurre anche nel futuro.

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