Un Dipinto di Caravaggio

Bacchino Malato - Michelangelo Merisi da Caravaggio - it.wikipedia.org

Malattia e guarigione: Bacchino Malato di Caravaggio

Data di produzione: 1593-1594

Dimensioni: 67 x 53 cm

Dove si trova: Galleria Borghese, Roma

Il Bacchino Malato di Caravaggio, è un autoritratto dai toni aspri, che nasce dalla storia della trasferta dell’artista a Roma e per comprendere appieno l’opera è doveroso contestualizzarla nella biografia dell’artista.

Michelangelo Merisi – detto Caravaggio – era originario dell’omonimo paesino nella provincia di Bergamo.

L’esperienza del Caravaggio alla bottega del Cavalier d’Arpino

All’età di circa 20 anni, Caravaggio si trasferì a Roma per lavorare nella bottega del Cavalier d’Arpino.

Giuseppe Cesari – Cavalier d’Arpino e noto pittore dell’epoca romana – non dava a Merisi l’occasione di esprimere liberamente la sua arte.

Caravaggio, infatti, non si trova bene nella bottega di Cesari, in più gli capitò di ammalarsi e di trascorrere qualche mese in ospedale, nel 1592.

Il pittore, nei due anni successivi, cercò ardentemente di dipingere sé stesso: voleva immortalare il momento di sofferenza causato da un incidente a cavallo, che lo aveva costretto in un letto d’ospedale.

Tra le sfumature paglierino, nell’opera il Bacchino Malato si vede tutta l’insicurezza di Caravaggio rispetto al suo fisico in quel momento.

Nel 1596 un’altra opera rappresentante Bacco, lo ritraeva più sano, vispo e sfacciato.

Tra Bacchus e Διόνυσος un’estetica edonista agli albori dell’essere

Il Dio romano che conosciamo come Bacco dai romani, era il Dioniso greco, lo ritroviamo nella Teogonia di Esiodo.

Dioniso, figlio di Zeus e Semele, era nato dall’ennesima infedeltà di Zeus.

La madre fu bruciata viva dalla luminosità della divina Era (moglie di Zeus).

Dioniso nacque dalla coscia di Zeus, dove si salvò dal tragico destino della madre e nacque sul monte Nisa, dal quale poi prese per l’appunto il nome.

Ritroviamo Dioniso qui e là, poco, rispetto ad altre divinità prima del V secolo a.C. ma abbiamo coscienza di lui, anche grazie ad alcuni vasi risalenti al VI a.C.

Dioniso si trova anche nei poemi omerici e nel famoso Edipo Re di Sofocle: una delle opere più geniali che siamo arrivate a noi.

Rappresenta il Dio del vino, dell’otium.

Bacchino Malato di Caravaggio: perché questo titolo così funesto?

L’opera di Caravaggio Bacchino Malato, così viene chiamata per il pallore del volto.

Questo dipinto, assieme all’opera “Il ragazzo con la canestra di frutta”, furono poi sequestrate al Cavalier d’Arpino (1607) dopo l’incarcerazione – voluta da Scipione Borghese – avido signore dell’epoca.

Il Bacco di Caravaggio è il suo autoritratto in un momento di malattia importante.

Come abbiamo anticipato, quest’opera è stata ispirata dalla sofferenza dovuta a un incidente.

Forse per una ferita alla gamba causata da un calcio di un cavallo, il Caravaggio fu ricoverato infatti all’ospedale “Santa Maria della Consolazione” proprio vicino alla Rupe Tarpea.

Questo ospedale – all’epoca – era specializzato infatti nel curare le fratture come quella del nostro Caravaggio.

Per Michelangelo Merisi fu solo un momento della sua vita, fra tanti.

Ma dal suo lascito, possiamo definirlo un momento di grande sofferenza, di acuto dolore, dal quale si riprese, come ci ricorda nell’opera.

È un’opera allegorica, un trionfo del pittore sulla malattia e sulla morte.

Un’opera dai tratti realistici, quasi a volerci ricordare che la morte non risiede nel suo corpo, che ha vinto questo periodo di malattia che avrebbe potuto costargli caro.

Il volto del Bacco nell’opera Bacchino Malato è Caravaggio o un altro modello?

Sull’identità del modello, sono state avanzate davvero molte ipotesi.

Tuttavia, forse la più condivisa dalla maggior parte dei critici -contrapponendolo a un altro autoritratto dell’artista – è che si tratti proprio di Merisi.

Tralasciando le interpretazioni, possiamo trovare dei tratti di somiglianza tra il Bacco e l’altro autoritratto del Caravaggio nella la forma del viso, i capelli, lo sguardo.

Bacchino Malato di Caravaggio: possibili svolte e l’avulsa ricerca del mistero

Attorno alla figura del Caravaggio, da sempre aleggiano diversi misteri, ognuno dei quali alimentati dai critici per la bellezza e naturalezza delle opere del Maestro.

Nessuno può riprodurre fedelmente Caravaggio, così come nessuno può fare qualcosa di simile.

Proprio per questo, le varie interpretazioni ci ricordano che dentro Merisi c’era un mondo che possiamo solo immaginare da lontano, entrando in punta di piedi nelle sue meravigliose opere.

Le interpretazioni del Bacchino Malato di Caravaggio: qualcosa che sfugge ai più

Allegoria, dettagli realistici, piccoli, ma imponenti resoconti della vita dell’artista tra simbologia, colori pallidi e ricordi.

Diverse sono le scuole di pensiero in merito al Bacchino Malato, ognuna delle quali potrebbe essere avvalorata solo da Caravaggio!

  • Per alcuni critici, Bacco rappresenta il Dioniso greco in contrapposizione al Dio Apollo.

Un eros e thanatos: un Apollo che simboleggia la vita, l’esclusivo bisogno di perfezione e un Bacco che riconduce alla terra, il mistero e l’edonismo quasi “Mimnermico”.

Se ci pensiamo, questa contrapposizione, sembra quasi riprodurre il rapporto che si era creato tra Caravaggio e d’Arpino.

Infatti, Michelangelo Merisi non voleva essere l’allievo di nessuno che lo obbligasse a dipingere nature morte e piccole scene di vita quotidiana;

  • Per altri critici è la raffigurazione del Cristo nella sofferenza;
  • Avvalorata da molti c’è anche l’interpretazione profana di una resurrezione in vita del pittore, in un momento di buio e di malattia;
  •  Per altri è un autoritratto dal pallore tipico di un momento di malattia, realizzato con uno specchio per poter osservare meglio il suo essere.

Non potendo avvalorare con certezza nessuna di queste interpretazioni, possiamo però contestualizzarla al periodo storico.

Quindi, dare per buona l’idea di un Caravaggio ferito alla gamba e curato in ospedale: e quindi di un autoritratto.

Bacchino Malato: la descrizione dell’opera

Bacco è dipinto in una posizione alquanto insolita, spinto in avanti con una gamba piegata e l’altra “nascosta” dolorante forse, sotto al tavolo.

È rivolto verso di noi a tre quarti e ci mostra un grappolo di uva bianca succoso, in contrapposizione con il pallore del volto.

La figura è vicina a un piano di pietra dove ci sono due albicocche e un grappolo di uva scura.

Il soggetto è pallido, giallognolo, dai tratti definiti.

Sulla testa del Bacco è presenta una corona di edera, simbolo del Dio.

In questa fase del suo percorso artistico, Caravaggio era interessato ai soggetti umani e naturali.

L’interpretazione cristiana del Bacchino Malato di Caravaggio

Molti critici affermano che l’opera Bacchino Malato, potrebbe rivelare la figura di Gesù soprattutto per la corona di spine, ma anche per l’uva che rappresenta il sangue di Cristo.

In ultimo, il lenzuolo bianco come una tunica che potrebbe essere il sudario.

La chiave di volta come in tutte le opere dell’artista sono i due pomi che potrebbero essere delle albicocche (simbolo cristiano): si ritiene che il quadro possa trasmettere la passione di Cristo.

Se fosse la passione di Cristo, ne avrebbe dato una versione pagana ma allo stesso tempo reale, inerente al suo problema di quel momento storico.

Bacco/Cristo o Caravaggio, ha lo sguardo perso, le labbra che accennano a un sorriso di una malinconia estrema.

Insomma, un Caravaggio che grida al trionfo della vita sulla morte, a una quasi “resurrezione”.

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