Uno Stato a Sud Dell’India

SRI LANKA

È uno Stato insulare di modeste dimensioni (rispetto all’Italia) situata nel sud dell’India, divenuta tristemente famosa soprattutto nel 2004, a causa del maremoto che l’ha in parte devastata, insieme ad altri luoghi vicini. Ecco una breve presentazione per saperne di più di più su questo piccolo Paese, conosciuto anche con il nome di Ceylon.

Geografia

Come già specificato, si tratta di uno Stato insulare, situato nell’Asia meridionale, più precisamente a sud-est della penisola indiana e per questo chiamata “lacrima dell’India”.

Le sue coste sono bagnate dall’Oceano Indiano e, nello specifico, a nord-est è presente il Golfo del Bengala, a ovest il Golfo di Mannar e lo Stretto di Palk, che lo separano dal subcontinente e fanno parte del Mare delle Laccadive. Esiste una linea di terra sottile che congiunge l’isola all’India, costituita da una serie di secche calcaree che a tratti emergono appena dalla superficie dell’acqua formando degli isolotti. Tale conformazione geografica viene chiamata Ponte di Adamo e fino al 1480 risultava completamente emerso. A seguito di un violento ciclone la sua struttura venne distrutta, lasciando comunque i fondali troppo bassi per far passare navi di grandi dimensioni.

Per quanto riguarda il territorio, le uniche catene montuose che possiede si estendono dal centro al sud dell’isola, con un’altezza massima di 2.534 metri, raggiunta dal monte Picco di Adamo, famosa ambientazione che ha ispirato il romanzo di Arthur C. Clarke Le fontane del Paradiso. Il resto dello Sri Lanka risulta pianeggiante, con la presenza di foreste equatoriali che ne influenzano il clima.

Una massiccia presenza di laghi di diverse dimensioni ne bagnano il territorio, mentre i fiumi si concentrano nella regione montuosa, il più famoso dei quali prende il nome di Mahaweli, dal bacino idrografico più grande dell’isola. Grazie alle sue dimensioni, viene sfruttato sia per l’irrigazione di quasi cento ettari di superficie, sia per la produzione di energia idroelettrica.

Cenni Storici

In origine lo Sri Lanka rimaneva attaccato alla penisola indiana solo per alcuni periodi, a causa dell’abbassarsi e innalzarsi continuo delle maree. L’ultima separazione definitiva risale a circa 7 mila anni fa.

Per quel che concerne la popolazione, gli archeologi affermano che esistono delle testimonianze in grado di datare i primi insediamenti umani 500 mila anni fa. Invece, i ritrovamenti nelle grotte Batadombalena e Fa-Hien risalenti a circa 34 mila anni fa, dimostrano la presenza dei primi abitanti stabili, presumibilmente il popolo Balangoda, dediti alla caccia e all’agricoltura. La costruzione delle prime città avverrà poco prima del 900 a.C. presumibilmente nel sito di Anurādhapura, ma solo nel 543 a.C. si parlerà di un vero e proprio regno (singalese), secondo la cronaca buddista.

Nei secoli successivi ci furono diversi conflitti interni per il potere dell’isola, che videro alternarsi regni Singalesi e Tamil indiani (l’arrivo di questi ultimi non è databile), fino a quando nel XII secolo il re Parakrama Bahu I non unificò tutto sotto il suo dominio.

Nel frattempo, lo Sri Lanka iniziava a farsi conoscere fra gli altri popoli grazie a suoi traffici commerciali, soprattutto fra Greci, Romani e Arabi.

Il primo europeo a raggiungere l’isola in epoca moderna, fu Lourenço de Almeida nel 1505, dopo essere finito fuori rotta a causa di una tempesta. A quel tempo lo Sri Lanka era dilaniato da lotte intestine fra sette regni, senza preoccuparsi di difendersi da intrusioni esterne. Approfittando della situazione, De Almeida offrì un’alleanza al re Kotte: in cambio di un tributo annuale, avrebbe garantito aiuto militare. Così il Portogallo cominciò a prendere il controllo dell’isola, convertendo al cristianesimo diversi abitanti che fino a quel momento erano stati buddisti.

Nel 1656 gli olandesi espulsero i portoghesi dallo Sri Lanka, prendendo il loro posto.

Il dominio inglese iniziò durante le Guerre Napoleoniche, quando, per evitare che la Francia ne prendesse possesso pur di indebolire l’Olanda, decisero di sbarcare sull’isola, per altro senza trovare resistenza. Nei secoli successivi i britannici sfruttarono il territorio soprattutto per la coltivazione di tè, reso celebre in tutto il mondo e portando enormi ricchezze nelle tasche dei coloni.

Le prime vere lotte per l’indipendenza risalgono agli anni Venti del secolo scorso, quando venne fondato il Ceylon National Congress, ma solo nel 1948 riuscirà ad ottenere lo scopo.

Nel 1972 il Ceylon verrà rinominato Repubblica socialista indipendente dello Sri Lanka, facente parte del Commonwealth britannico.

Demografia, Politica ed Economia

Nonostante Colombo sia considerato il polo commerciale più importante, la capitale dell’isola è Sri Jayawardenapura Kotte, dove ha sede il parlamento.

Nel 2015 la popolazione contava circa 21 milioni di abitanti, la maggior parte delle quali (il 75%) è singalese di religione buddista. Il secondo gruppo più diffuso è quello tamil induista, stanziato prevalentemente nella parte nord del Paese. Entrambi, insieme all’inglese, costituiscono le lingue ufficiali dello Sri Lanka.

Fra le minoranze, meno dell’1% è occupato dai vedda, discendenti dei primi abitanti dell’isola.

Per quel che riguarda l’istruzione, vanta il primato del tasso più alto di alfabetizzazione fra gli Stati in via di sviluppo: il 90% degli studenti ha completato i nove anni di scuola dell’obbligo.

In ambito politico, invece, il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dai cittadini ogni sei anni, è anche capo del Governo e comandante delle Forze armate. Il vicepresidente ha funzione di Primo Ministro, nonché rappresentante della maggioranza in Parlamento. Quest’ultimo è composto da una Camera a 225 membri, eletti in proporzione ai voti dei cittadini.

Sul piano economico, ancora oggi lo Sri Lanka è famoso per le sue esportazioni di tè (Lipton), gomma, cannella e cocco; tuttavia, diventano sempre più rilevanti l’industria tessile e dell’abbigliamento che attualmente occupano oltre il 60% delle esportazioni.

Il suo reddito pro-capite di $1350 è quasi il doppio rispetto a quello dell’India.

La moneta locale è la rupia singalese: 235,76 rupie equivalgono a 1 euro.

Turismo

Nonostante le sue esigue dimensioni rispetto agli altri Stati, ha da sempre affascinato le popolazioni del resto del mondo, soprattutto in Occidente. Del resto, già Marco Polo, nel suo Milione, la considerava l’isola più bella che avesse mai visto.

Al giorno d’oggi, lo Sri Lanka offre ai suoi turisti non solo spiagge meravigliose dove poter fare immersioni e una natura rigogliosa da esplorare, ma anche i resti delle numerose civiltà che l’hanno conosciuta, influenzandone i costumi e un patrimonio culturale tutto da scoprire.

In vetta alle attività scelte ogni anno da chi viene da fuori, ci sono sicuramente i tour a tema religioso, che riguardano principalmente la visita dei maggiori templi buddisti dislocati in tutta l’isola, come quello di Gangaramaya a Colombo e il Tempio del Dente a Kandy.

Accanto a questi, esistono le gite per le città a bordo dei tuk tuk, pittoresco taxi su tre ruote, per esplorare mercati locali e raggiungere i principali musei oppure i siti storici, come l’Old Town del Galle.

Da non perdere, il lato del Paese più a contatto con la natura, entrando, per esempio, nelle riserve naturali, come la Turtle Hutchery di Hikkaduwa (ricovero di tartarughe marine che si possono vedere e accarezzare), oppure nei parchi nazionali. Fra i più importanti citiamo il Kaudulla National Park in Habarana, nel quale si possono incontrare numerosi elefanti grazie a dei safari a bordo di una jeep.

Ogni luogo di vacanza può costituire una deliziosa scoperta anche dal punto di vista culinario, e questo vale anche per lo Sri Lanka, dove non solo si possono fare lunghe passeggiate fra le famose piantagioni di tè di Ella, ma anche corsi e degustazioni di cibo negli stessi mercati all’aperto. Il piatto principale è il riso al curry, proposto in numerose varianti, che viene servito anche con carne o pesce, accompagnato da almeno sette contorni!

Esistono, poi, delle pietanze tipicamente street food, da gustare durante gli spostamenti, come i samosa triangolari, farciti con carne, formaggio e verdure, oppure gli ulundu vadai, una specie di donut con base di lenticchie, cipolla, zenzero, peperoncino e curry.

Naturalmente, senza contare l’assaggio “d’obbligo” del tè locale!

Fatti recenti

Risale al 20 maggio scorso quello che viene considerato il maggior disastro marino della storia dello Sri Lanka. Un cargo, proveniente dall’India e contenente tonnellate di prodotti chimici, si è incendiato al largo delle coste di Colombo, riversando in mare grandi quantità di rifiuti tossici. L’impatto sul delicato equilibrio dell’ecosistema locale purtroppo è stato immediato: nel giro di pochi giorni sono morti numerosi pesci, uccelli e tartarughe, mentre le spiagge si sono riempite di perle di plastica. I soccorritori hanno cercato fin da subito di mettersi all’opera per arginare il problema, ma il maltempo ha causato il fallimento dei tentativi di salire a bordo della nave, che è affondata dopo tredici giorni.

Si stima che i danni ambientali siano incalcolabili: il petrolio non è l’unica sostanza tossica dispersa, in quanto si parla di ottantuno container con “carico pericoloso”, lingotti di piombo, venticinque tonnellate di acido citrico, prodotti chimici e cosmetici riversati direttamente in mare.

Attualmente è in corso un’indagine penale, poiché risulta che fossero già note le perdite di acido citrico della nave (causa dell’incendio) e, nonostante ciò, le era stato accordato il permesso di raggiungere il porto di Colombo. Il ministro dei Porti Rohitha Abeygunewardene, difatti, parla di risarcimento riferendosi a Singapore, dove il cargo è stato immatricolato.

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